Onicofagia: perché ci si mangia le unghie e come smettere

Cos’è l’onicofagia e perché ha inizio?

L’onicofagia è la diffusissima abitudine di mangiarsi le unghie. Si tratta di un disturbo molto comune, diffuso soprattutto fra i bambini e gli adolescenti e che se non viene curato a dovere può accompagnarci anche nell’età adulta. Può colpire chiunque, soprattutto durante periodi di stress, noia o di forti emozioni. Spesso è una condizione passeggera e priva di gravi conseguenze, ma reagire immediatamente e prenderne consapevolezza è la soluzione migliore.

È un disagio di natura psichica, un disturbo del controllo degli impulsi:

  • Da un punto di vista strettamente sociale, osservare una mano con unghie rovinate e consumate, induce a pensare ad una persona timida, dotata di una scarsa autostima, che trova nell’onicofaOnicofagiagia una maniera utile a gestire stati di stress e rabbia.
  • In altri casi, questa pratica può essere considerata come un metodo per controllare stati di forte ansia o di noia.
  • Infine, mangiarsi le unghie può rappresentare un’espressione di aggressività rapportabile all’abitudine di mordere le penne, le matite o masticare in continuazione un chewing gum.

Atteggiamenti questi che possono diminuire col tempo e persino scomparire, a patto che si riesca ad eliminare la causa a monte del disagio.

Le possibili conseguenze

L’onicofagia causa diverse conseguenze, fra cui dolore, sanguinamento e danneggiamento dell’unghia.
La rimozione delle cuticole attorno alle unghie può inoltre dare origine a infezioni microbiche e persino virali. Questa cattiva abitudine può causare anche problemi ai denti e alle gengive: un’usura eccessiva degli incisivi ed eventuali malocclusioni dentali, possibili infezioni della bocca o dello stomaco. Inoltre, la persistenza negli anni del disturbo, può interferire con la normale crescita delle unghie e può comportare gravi deformazioni delle dita. Infine, l’onicofagia può causare flogosi periungueali, un’ infezione causata da batteri che si manifesta con gonfiore, rossore e presenza di pus. In questo caso è bene rivolgersi tempestivamente al medico che prescriverà la terapia più adatta.

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I rimedi all’onicofagia

I rimedi sono vari così come i casi di onicofagia e ben si adattano alle diverse situazioni:

  • Alcune persone possono risolvere il disturbo spontaneamente, per la paura di sviluppare infezioni o per la volontà di avere un aspetto più curato.Smalto per onicofagia
  • Per i casi più lievi, un’ottima soluzione è l’applicazione di uno smalto trasparente dal gusto amaro , particolarmente sgradevole. Viene utilizzato un composto chimico denominato denatonio benzoato. Il gusto sgradevole ricorderà di fermarsi ogni volta che si porteranno le mani alla bocca.
  • Un’ottima soluzione è inoltre l’uso di un bendaggio occlusivo sulla punta delle dita, portare dei guanti o, nel caso di un bambino, indossare un pigiama integrale, che copra anche le unghie dei piedi.
  • La terapia comportamentale è utile quando le misure più semplici non sono efficaci: l’obiettivo è di risolvere l’onicofagia ed eventualmente individuare un comportamento alternativo. Anche la terapia del controllo degli stimoli può rivelarsi utile per identificare e per controllare lo stimolo che scatena l’impulso di mangiarsi le unghie.
  • Tra i rimedi naturali un’ottima strategia è quella di passare sulle dita della paprika, dell’aglio o dell’aceto.
  • Un’altra opzione di trattamento, infine,  prevede l’assunzione di vitamina B7, in grado di ridurre l’impulso a mordere le unghie grazie alla sua azione sulla serotonina, l’ormone che controlla l’umore e l’aggressività.